09-03-2007

Verona, 17 Marzo 2006 – Grande successo di Marchiopolo all’11° Concorso Internazionale di Packaging, che ha premiato il “Terrazze Retiche di Sondrio Igt Pignola 2004” come “Etichetta dell’anno 2006”.
L’ambito premio, assegnato nel corso della 40° edizione di Vinitaly, da una commissione di esperti guidata dal famoso stilista Elio Fiorucci e chiamata a giudicare tra tutte le etichette provenienti da Italia, Francia, Germania, Portogallo e Spagna, premia lo sforzo delle Aziende tese al continuo miglioramento dell’immagine del proprio prodotto.
Un riconoscimento particolarmente significativo per il brand Marchiopolo, che proprio in questa occasione celebra il suo debutto nel panorama vinicolo con una pregiata collezione di 10 vini autoctoni italiani di straordinario carattere, accuratamente selezionati per il loro forte legame culturale e tradizionale con il territorio di provenienza.
Il progetto Marchiopolo – studiato diversi anni fa e reso operativo nel 2004 per volere dell’imprenditore veneto Giovanni Marchiorello – mira infatti a farsi interprete delle potenzialità produttive del territorio vitivinicolo italiano. Alla ricerca di vitigni autoctoni, spesso in via di estinzione, selezionati
in quanto fonte di cultura, tradizione e diversità, si affianca la stretta collaborazione con le maggiori eccellenze dalla produzione regionale italiana.
Una nuova filosofia che emerge chiaramente dall’innovativo design dell’etichetta premiata al Vinitaly.
La linea, che compare come etichetta e che sottolinea l’intera bottiglia, è il simbolo ideale dell’accurato e attento processo produttivo che caratterizza tutti i vini di Marchiopolo, “dalla terra al bicchiere”, ma al tempo stesso ricorda che questi prodotti sono pensati “dalla testa ai piedi”, in un percorso ideale che unisce tutta l’Italia.
Al centro dell’etichetta si trova inoltre un bollino rosso di ceralacca, quasi a rappresentare l’amore, il sentimento e la passione con cui questi vini vengono prodotti. La ceralacca ritorna anche sulla sommità della bottiglia, come un piccolo cuore che attende di essere trafitto, a sacrificio di una tradizione che vuole e deve vivere. Quasi fosse il proseguimento ideale della linea dell’etichetta, che mira a raggiungere il “cuore del consumatore”.